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Decreto Concorrenza: cosa cambia per il mondo forense e notarile.

Dopo un lungo e travagliato iter di 894 giorni è stato ufficialmente approvato, con il voto di fiducia (146 i sì e 113 i no), il DDL Concorrenza (più specificamente “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”). Tante sono le novità e i settori che vengono presi in considerazione dalla nuova legge: dalle Professioni, alle assicurazioni, all’energia, alle comunicazioni, all’ambiente, ai trasporti, al turismo, alle poste, alle banche, alle farmacie. In due passaggi parlamentari gli articoli sono aumentati dai 32 del testo del Governo ai 74 attuali per un provvedimento che si dà l’obiettivo di liberalizzare mercati chiave per l’Italia.

Uno dei punti fondamentali del DDL introduce un grande cambiamento per l’avvocatura, ossia l’introduzione per la prima volta in Italia dell’esercizio della professione forense in forma societaria, “consentito a società di persone, di capitali o cooperative iscritte in apposita sezione speciale dell'albo tenuto dall'ordine territoriale nella cui circoscrizione ha sede la stessa società (articolo 26 - comma 1)”. Si preannunciano così nuove opportunità di aggregazione ed una migliore organizzazione del lavoro pur senza, a mio avviso, l’alterazione delle varie specificità dell’avvocato. Lo stesso segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini si è così espresso sull’argomento: “L'approvazione definitiva del Ddl Concorrenza, dopo un lungo e travagliato iter, segna per quanto riguarda l'avvocatura un punto di svolta […]. Da tempo i colleghi avvocati belgi, lussemburghesi, spagnoli, tedeschi e francesi e inglesi possono contare sui tipici modelli delle società di capitali, anche per rispondere in modo più efficiente alle richieste dei cittadini e delle imprese” stessa cosa quindi potremmo ipotizzare che avverrà per i nostri colleghi italiani. Altre specifiche dell’articolo 26, che regolarizza le misure per la concorrenza nella professione forense, ci dicono inoltre che: “(2.) Anche nel caso di esercizio della professione forense in forma societaria resta fermo il principio della personalità della prestazione professionale. L’incarico può essere svolto soltanto da soci professionisti in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della specifica prestazione professionale richiesta dal cliente. (3.) La responsabilità della società e quella dei soci non esclude la responsabilità del professionista che ha eseguito la specifica prestazione. (4.) Le società di cui al comma 1 sono in ogni caso tenute al rispetto del codice deontologico forense e sono soggette alla competenza disciplinare dell'ordine di appartenenza”. Al fine di garantire una maggiore concorrenzialità l’esercizio della professione forense in forma societaria è consentito inoltre a società di persone, società di capitali o cooperative, mentre è vietato per società fiduciarie e trust. Altra fondamentale novità del DDL Concorrenza è quella che obbliga l'avvocato a comunicare al cliente un dettagliato preventivo in forma scritta relativo alla prestazione professionale richiesta con l’indicazione dei vari costi distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico. Il DDL prevede quindi la fornitura del preventivo scritto al conferimento dell’incarico anche in assenza di un’esplicita istanza da parte del cliente, come fino ad oggi è stato, nel rispetto del principio di trasparenza che il professionista è tenuto a tenere nei confronti dello stesso (così come vige allo stesso modo per assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza, l’obbligo per i professionisti iscritti ad ordini e collegi di indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni).

L’altro settore che viene interessato da questo Decreto Legge, e quello sicuramente che mi sta più a cuore, è quello del mondo notarile: cambia infatti il numero teorico dei notai sulla previsione della riduzione del rapporto tra i notai e la popolazione da 1/7.000 a 1/5.000. La giustificazione del previsto aumento è una maggiore concorrenza tra Notai ed una possibilità di maggiore occupazione giovanile. L’intervento del notaio continuerà invece nel caso di costituzione di SRL semplificate, così come il registro delle successioni, fino ad oggi tenuto dalle cancellerie dei tribunali, sarà d’ora in poi curato dal Consiglio nazionale del notariato. Viene esteso l’ambito territoriale nel quale il notaio può esercitare le proprie funzioni: le funzioni, fino ad oggi limitate al solo distretto di corte d’appello in cui si trova la sede assegnata, potranno essere svolte in tutto il territorio della regione in cui si trova la sede notarile nonché nel territorio del distretto di Corte d’appello se questo comprende più regioni.

Con riguardo all’aumento del numero dei Notai deve segnalarsi che il 6 giugno 2017 il Consiglio Nazionale del Notariato nell’audizione alla Camera dei Deputati aveva presentato un pregevole studio che metteva a confronto il rapporto notai/abitanti di 24 paesi europei. Da tale studio l’Italia risultava, a fronte di un rapporto medio europeo notai/abitanti di 1/14.256, presentare un rapporto di 1/9.506: più basso di quello esistente in Germania (1/10.461), Olanda (1/12.420), Polonia (1/14.627), Spagna (1/16.054), Austria (1/17.398), Portogallo (1/28.956), tanto per considerare solo i paesi maggiori. Con il nuovo rapporto previsto dalla nuova legislatura l’Italia si porrebbe invece, tra i paesi considerati dallo studio del CNN, al terzo posto (partendo dal basso), preceduto solo da Malta e Grecia. In Europa però, come ci informa il citato studio del CNN, il numero dei notai viene determinato non solo in considerazione del numero degli abitanti ma anche del numero di “atti prodotti”, particolare che non risulta preso in considerazione invece nel panorama italiano dove, non solo negli anni sono state tolte competenze al Notaio (vendite di autoveicoli, cessione di quote sociali), ma soprattutto perché vi è stata una diminuzione drastica e consistente dei ricavi che consentono a malapena di sostenere le spese dello studio per una percentuale molto alta degli studi e per  la quasi totalità dei Notai più giovani. Basti pensare non solo alla eliminazione dell'onorario professionale per la redazione di atti di società a responsabilità limitata semplificate, prima riservate a soggetti di età inferiore ad un certo limite, con l'intento di favorire l'imprenditorialità giovanile, poi generalizzata con l'eliminazione del limite, alla eliminazione di competenze, come sopra ricordato, ma soprattutto alla massiccia diminuzione delle vendite immobiliari e degli atti societari conseguenti alla ormai nota e prolungata crisi economica.

Senza trascurare poi il timore che un aumento così elevato possa comportare una fisiologica diminuzione della preparazione richiesta per il concorso e quindi una diminuzione della qualità della tutela dei diritti.

Degne di nota, infine, le novità riguardanti il deposito prezzo e soprattutto il conto corrente c.d. dedicato, anche se la non felice formulazione della norma ha provocato, spiace dirlo, specialmente da parte della stessa categoria, interventi spesso frettolosi, se non del tutto singolari, in ordine all’interpretazione delle stesse, pur essendone fin troppo evidente la finalità. Mi riprometto di tornare a tale riguardo e quanto prima, in modo più specifico e più puntuale, ad approfondire tali tematiche e le varie problematiche che ne derivano.

Notaio Camillo Verde