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Il Notariato scopre la Blockchain.

Si è svolto a Palermo dal 12 al 14 ottobre scorso il 52° Congresso Nazionale dei Notai dal titolo “#Notaio: garanzia di sistema per l’Italia digitale” per raccontare come il mondo del Notariato si stia adeguando alle nuove tecnologie e abbia deciso di sbarcare sul web attraverso le più evolute innovazioni digitali. Da molti anni, infatti, il lavoro dei notai si svolge anche online, in stretta sinergia con le reti digitali della Pubblica Amministrazione, quella del Congresso è stata quindi un’occasione corale per discutere proprio delle ultime novità tecnologiche e di come queste possano essere utilizzate per l’attività notarile: “bitcoin”, “smart contracts” ma sopratutto “Blockchain”. A tal riguardo il Notariato, per rispondere alle esigenze di digitalizzazione del Paese e garantire allo stesso tempo la sicurezza della transazioni, ha presentato, in anteprima durante il Congresso, due applicazioni concrete legate alle più moderne modalità di archiviazione dei dati digitali.

La prima di esse si chiama “Notarchain” ed è una particolare Blockchain (in collaborazione con IBM) nella quale le informazioni vengono gestite e garantite totalmente dai notai italiani presenti per legge su tutto il territorio nazionale e non quindi da soggetti anonimi: una tale piattaforma manterrebbe sia le potenzialità connesse alla velocità, sia l’assenza di costi per il cittadino fruitore, sia la diffusione su scala mondiale ovviando allo stesso tempo alle criticità potenziali di un modello di registro decentrato e privo di controlli sulla veridicità dei dati inseriti. La Banca d’Italia ha definito il termine Blockchain come “un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche al fine di costruire e aggiornare un database virtuale (la blockchain) pubblico (tutti possono vederlo) e decentralizzato (ogni partecipante ha una copia dei dati)”. Praticamente parliamo di una sorta di libro mastro pubblico che si aggiorna automaticamente su ciascuno dei nodi che partecipano alla rete, e dove ogni singola transazione viene validata dall’interazione di tutti i nodi e non necessita del funzionamento garantito da un ente centrale (con garanzie di sicurezza evolute dal momento che per essere hackerata bisognerebbe influenzare più anelli della catena per ottenere il risultato sperato). Tuttavia, blockchain pubbliche come quella per esempio su cui è basato Bitcoin non assicurano né che i dati siano corretti all'origine, né la possibilità di enforcement (come per esempio il sequestro di un bene registrato). Ed è qui che entra in gioco una categoria come quella dei notai (che oggi per esempio si sta esercitando a utilizzare la blockchain in un caso di protezione della proprietà intellettuale). Attraverso l’uso di “Notarchain” il Notariato italiano propone così un sistema sicuro nel quale viene fornita non solo la certezza della immodificabilità dei dati inseriti, ma anche un controllo preventivo sull’identità dei soggetti coinvolti, sulla correttezza e completezza dei dati stessi inseriti nella catena.

La tecnologia è così evoluta inoltre da poter essere utilizzata in molti campi diversi ed infatti il secondo progetto presentato durante il 52° Congresso Nazionale l’utilizza a sua volta per quanto riguarda la gestione del deposito e l’archiviazione dei codici sorgenti (in collaborazione con la S.I.A.E.). Si potrà in futuro depositare infatti, presso qualsiasi notaio italiano, il codice sorgente di un nuovo programma ottenendo in tempo reale l’inserimento di tale file in un registro condiviso con S.I.A.E. che ne permette l’immediata attribuzione di una marca temporale e quindi la certezza che nessuno possa in futuro contestarne la paternità. Sempre durante l’evento, questa volta in collaborazione con “Notartel” (la società informatica del Consiglio Nazionale del Notariato), è stato presentato anche il “Registro pubblico sussidiario dedicato agli atti di designazione di amministratori di sostegno" (A.D.S.) ossia una piattaforma informatica di archiviazione delle informazioni relative ad alcune attività notarili per le quali oggi non sono previste forme di pubblicità legale, attraverso la quale i notai potranno, in tempo reale, inserire i dati essenziali dell’atto di designazione di amministrazione di sostegno ricevuto, ma che potrà essere utilizzata in futuro anche per altre tipologie di atti notarili che richiedano analoga pubblicità come, ad esempio, i registri delle procure, dei testamenti olografi, delle disposizioni anticipate di trattamento, delle volontà in ordine alla donazione di organi. Il contenuto del registro verrà ordinato in modo da consentirne una ricerca efficiente su base personale e potrà essere condiviso da tutti i notai e altri soggetti qualificati, come le singole Aziende Sanitarie Locali, al fine di rendere immediata la conoscibilità della volontà espressa dal designatario. A mio avviso la presenza di registri affidabili rappresenta un elemento essenziale per un sistema economico efficiente, nonché un elemento imprenscindibile in chiave di competitività internazionale. L’obiettivo finale di tale piattaforma rimane quello di garantire la conoscibilità da parte dei cittadini e di altri soggetti qualificati di informazioni e documenti oggi difficilmente reperibili.

Dal 2001 il Notariato ha investito più di 18 milioni di euro per l’informatizzazione dei vari processi dell’attività notarile riuscendo a garantire la messa online e comunicazione sia tra circa 5 mila studi notarili e sia con la Pubblica Amministrazione. Lo scorso Marzo per esempio i notai italiani attraverso il software “iStrumentum” (progettato da Notartel in partnership con Aruba PEC) hanno iniziato ad emettere i primi atti notarili informatici con firma grafometrica. Una piccola rivoluzione nella stipula degli atti notarili informatici, dalla verifica dei dati alla firma: tutto diventa digitale, semplificando così l’intero processo dell’atto, dalle fasi preliminari (verifica dei dati anagrafici dei comparenti, redazione del testo principale dell’Atto, raccolta degli eventuali allegati) fino alla “stipula” (autenticazione dei comparenti, lettura dei testi al loro cospetto, raccolta delle firme). Un ulteriore strumento che conferma come il Notariato si confermi elemento trainante per il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione riuscendo a seguire una programmazione pienamente in linea con i dettami dell’Agenda Digitale.

Notaio Camillo Verde

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