{"id":217,"date":"2020-01-02T11:06:42","date_gmt":"2020-01-02T11:06:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/amp\/?p=217"},"modified":"2020-01-02T12:08:07","modified_gmt":"2020-01-02T12:08:07","slug":"gdpr-facciamo-chiarezza-sul-regolamento-per-la-protezione-dei-dati-personali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/amp\/2020\/01\/02\/gdpr-facciamo-chiarezza-sul-regolamento-per-la-protezione-dei-dati-personali\/","title":{"rendered":"GDPR, facciamo chiarezza sul regolamento per la protezione dei dati personali."},"content":{"rendered":"<p>Entrer\u00e0 ufficialmente in vigore il 25 maggio 2018 ma molte aziende sembrano non essere ancora pronte secondo i dati che emergono dall\u2019ultima ricerca di\u00a0<strong>Trend Micro<\/strong>. Si parla ovviamente del\u00a0<strong>\u201cGeneral Data Protection Regulation\u201d (GDPR)<\/strong>\u00a0ossia di quel regolamento sulla protezione dei dati con cui la Commissione europea intende rafforzare e rendere pi\u00f9 omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini dell&#8217;Unione Europea e dei residenti nell&#8217;Unione Europea, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno dei confini dell&#8217;UE. Il testo, che affronta anche il tema dell&#8217;esportazione di dati personali al di fuori dell\u2019Unione Europea e obbliga tutti i Titolari del trattamento dei dati (anche con sede legale fuori dall&#8217;UE) che trattano dati di residenti nell&#8217;unione europea ad osservare ed adempiere agli obblighi previsti,\u00a0<strong>non sarebbe infatti ancora entrato con adeguata seriet\u00e0 nell\u2019ottica di manager e responsabili aziendali\u00a0<\/strong>secondo i dati della ricerca appena citata. Quasi tutti sono consapevoli di doversi adeguare al nuovo regolamento, una percentuale molto pi\u00f9 bassa \u00e8 per\u00f2 quella che sa gi\u00e0 come fare: il 64% del campione ad esempio, non \u00e8 a conoscenza che la data di nascita di un cliente \u00e8 classificata come dato personale; il 42% non classificherebbe i database di e-mail come dati sensibili, il 32% non lo farebbe con gli indirizzi di domicilio e il 21% con l\u2019indirizzo e-mail personale. Risultati che indicano quindi quanto le aziende in realt\u00e0 non siano cos\u00ec preparate o al sicuro come credono di essere, ponendosi cos\u00ec a rischio sia di hacker sia di eventuali sanzioni. L\u2019<strong>evoluzione tecnologica e normativa richiede quindi un profondo ripensamento<\/strong>\u00a0non solo dell\u2019assetto tecnologico ed organizzativo delle aziende e pubbliche amministrazioni, ma anche una riflessione pi\u00f9 ampia sull\u2019attuale modello di business dell\u2019Information Security e dell\u2019ICT in generale con conseguentemente notevoli cambiamenti sia per le imprese e sia per gli enti amministrativi.<\/p>\n<p>La confusione legata al GDPR dipende sicuramente anche dalla\u00a0<strong>sua struttura complessa, stratificata e spesso priva di indicazioni concrete per le aziende che rende quindi difficile approcciarsi in maniera autonoma alla nuova disciplina.<\/strong>\u00a0Tentando di semplificare il tutto, il nuovo regolamento introduce un approccio innovativo basato sulla\u00a0<strong>responsabilizzazione del titolare del trattamento<\/strong>\u00a0(si parla, infatti, di accountability e privacy &#8220;dimostrabile&#8221;, in quanto l&#8217;onere della prova della conformit\u00e0 del trattamento grava sui titolari) e sul\u00a0<strong>concetto di privacy by design<\/strong>. Pertanto, dalla lettura del GDPR e delle linee guida, per una maggiore ed efficace tutela, emerge la necessit\u00e0 di analizzare il ruolo reale delle componenti aziendali e adeguarle nell\u2019ottica del nuovo quadro normativo, individuando e predisponendo autonomamente le modalit\u00e0 (incluse garanzie e limiti) pi\u00f9 idonee per garantire il rispetto della normativa, attraverso un&#8217;analisi preventiva e specifica di tutti i trattamenti di dati effettuati. Compito dei titolari diventa ora quello di predisporre delle misure di sicurezza adeguate al rischio che il trattamento effettuato crea per i diritti e le libert\u00e0 delle persone e disporre delle procedure idonee a rilevare e documentare in modo specifico e completo ogni eventuale violazione dei dati personali che si verificher\u00e0, informandone prontamente gli interessati e fornendo tutta la relativa documentazione al Garante, per l&#8217;accertamento di eventuali responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra le nuove procedure introdotte dal GDPR troviamo, obbligatoria solo in alcuni casi,\u00a0<strong>la predisposizione di un registro delle attivit\u00e0 di trattamento<\/strong>, utile per fare il punto sui dati trattati ed individuare eventuali trattamenti che comportino rischi per i diritti e le libert\u00e0 personali (oltre che verificare costantemente il rispetto della normativa vigente). Altro strumento introdotto, anch\u2019esso non obbligatorio, \u00e8 il\u00a0<strong>\u201c<\/strong><strong>Data protection impact assessment<\/strong><strong>\u201d<\/strong>\u00a0utile per organizzare le varie attivit\u00e0 e stabilire a priori quando un trattamento pu\u00f2 essere rischioso (il cosiddetto \u201cprivacy by design\u201d). Tutte le procedure quindi saranno sottoposte a rivisitazioni, controlli e modifiche per dare concreta e rapida attuazione di diritti degli interessati.<\/p>\n<p>Nella\u00a0<strong>nuova ottica legata alla \u201cprivacy\u201d\u00a0<\/strong>(disciplinata dall\u2019art.15) viene sancito che l\u2019interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e, se \u00e8 in corso tale trattamento, l&#8217;accesso ai dati ed eventualmente sapere quali e perch\u00e9 questi dati vengano raccolti, con la possibilit\u00e0 inoltre di richiedere la cancellazione degli stessi anche attraverso un reclamo all\u2019autorit\u00e0 di controllo. Un mese \u00e8 il termine massimo in cui il titolare del trattamento deve poi fornire all\u2019interessato le informazioni relative all\u2019azione intrapresa riguardo ad una richiesta di accesso (ai sensi degli articoli da 15 a 20), termine che pu\u00f2 essere prorogato per un massimo di altri due mesi, se necessario, tenendo conto della complessit\u00e0 della richiesta e del numero di richieste. Dati che non siano pi\u00f9 necessari per le finalit\u00e0 per i quali sono stati raccolti o altrimenti trattati, o nel caso si abbia successivamente ritirato il consenso agli stessi (specie se l\u2019interessato ha dato il consenso quando era minore e quindi non pienamente consapevole dei rischi derivanti dal trattamento) possono rientrare nel cosiddetto\u00a0<strong>\u201cdiritto alla cancellazione ed all\u2019oblio\u201d<\/strong>, salvo i casi in cui l\u2019ulteriore conservazione sia necessaria per particolari casi come, per esempio, quella di esercitare il diritto alla libert\u00e0 di espressione e di informazione o di adempiere ad un obbligo legale. Inoltre qualora i dati personali siano trattati per finalit\u00e0 di marketing diretto, l&#8217;interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei dati personali che lo riguardano effettuato per tali finalit\u00e0, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing diretto. Sarebbe poi opportuno, a mio avviso, che tale diritto si estendesse in maniera tale da obbligare l\u2019eventuale titolare del trattamento che ha pubblicato dati personali a informare i responsabili del trattamento che stanno trattando tali dati affinch\u00e9 cancellino qualsiasi link verso tali dati personali o copia o riproduzione di detti dati al fine di ristabilire la libert\u00e0 e dignit\u00e0 personale dell\u2019interessato. In senso positivo,\u00a0<strong>il Regolamento si impone quindi di voler riaffermare la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 della persona, limitando il potere informatico attraverso il controllo di mezzi e fini, fornendo inoltre una disciplina attuale ed uniforme in grado di superare le discrepanze, fino ad oggi esistenti, tra gli Stati membri in tema di protezione dei dati personali.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em><strong>Notaio Camillo Verde<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-218\" src=\"https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/amp\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MC_480_1-1024x512.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/amp\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MC_480_1-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/amp\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MC_480_1-980x490.jpg 980w, https:\/\/www.notaiocamilloverde.it\/amp\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MC_480_1-480x240.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entrer\u00e0 ufficialmente in vigore il 25 maggio 2018 ma molte aziende sembrano non essere ancora pronte secondo i dati che emergono dall\u2019ultima ricerca di\u00a0Trend Micro. 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